In Italia non si legge

Il rapporto "noi Italia" dell'Istat fotografa l'Italia di oggi. Fornisce molti spunti di riflessione ma una, tra le tante, dovrebbe farci preoccupare come cristiani evangelici.

In Italia si legge pochissimo, come è ben evidenziato qui. Un Italiano su 2 non legge neanche un libro all'anno. Se consideriamo che la nostra fede è fortemente legata alla Bibbia, all'autorivelazione di Dio, giunta a noi in un libro, ispirato da Lui, questo dato non può che preoccupare.

Esistono inoltre ottimi libri cristiani, molto utili per la nostra crescita… che rimangono spesso nelle librerie.

Se vogliamo far crescere i nostri giovani, incoraggiamoli a leggere. Se non si legge in generale, non si legge neanche la Bibbia.

A questo aggiungiamo il fatto che chi non legge spesso non ha una grande cultura e l'ignoranza è un grande male.

Incoraggiamo i nostri ragazzi a leggere la Bibbia, ma non solo. Diamo l'esempio, leggiamo tanto, lavoriamo sulla nostra cultura e formazioni.

Facciamo il possibile per combattere l'ignoranza. Aiutiamo i nostri ragazzi ad andare contro corrente anche in questo

 

 


2 Responses to In Italia non si legge

  1. i miei figli sono nati praticamente con i libri in mano, ne ho sempre acquistati (più dei giocattoli), ne abbiamo presi a centinaia in prestito bibliotecario e io sono una madre con una decina di libri sul comodino della camera da letto. Leggo in ogni ritaglio di tempo.
    Quando mio figlio più grande è arrivato alle medie ha cominciato a inorridirsi davanti ai libri. Non legge praticamente nulla (a parte i libri di scuola) e cambia strada quando ci avviciniamo alla libreria o alla biblioteca…
    Io, penso di aver fatto il possibile per interessarli alla lettura, al sapere, alla cultura, alla fantasia…. e ogni tanto mi chiedo pure “dove ho sbagliato?”. Ho sbagliato? Non lo so. Non credo… fatto sta che mi faccio tante domande e non riesco a trovare un modo per incoraggiarli a leggere, a motivarli, ad attrarli alla lettura. Se avete idee, grazie!

  2. Beh sicuramente il buon esempio è stato dato. Forse è solo una fase e come tale va affrontata e rispettata. Essendo la lettura qualcosa che caratterizza fortemente la famiglia, forse tuo figlio ha voglia di “prendere le distanze”, cosa normale in questa fase della vita in cui il ragazzo cerca di un essere più “figlio di qualcuno” ma trovare una proprio identità.
    Il fatto che legga i libri di scuola lo rende diverso da molti 🙂
    Come spiega questo suo distacco dai libri non scolastici? Non trova più nessun romanzo, di nessun tipo, che lo appassiona?